Mateo Diaz: il giovane ragazzo di BelAmi Made in Colombia

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Immagina un patio coloniale in Colombia. Muri di pietra dorata logorata dal tempo, una piscina turchese bordata di piastrelle azulejos blu e rosse, palme che filtrano una luce calda e umida, una panchina di legno scolpita a mano, una poltrona di vimini consumata. E nel mezzo di questo scenario che profuma di terra bagnata e gelsomino, un ragazzo nudo, bagnato, muscoloso, la pelle ramata costellata di goccioline d’acqua, che ti guarda come se fossi appena entrato nel suo giardino senza bussare. Benvenuto nell’universo di Benno Thoma, ed ecco Mateo Diaz.

Benno Thoma — fotografo olandese nato a Maastricht nel 1956, collaboratore storico di BelAmi, pubblicato cinque volte da Bruno Gmünder, esposto in gallerie a New York — non è un fotografo porno. È un fotografo di nudo maschile che lavora con la luce naturale, l’architettura e il corpo come tre materiali uguali. Le sue serie colombiane — Cartagena, Cali, le case coloniali in rovina — sono diventate pezzi da collezione. E Mateo Diaz è esattamente il tipo di modello che sublima questo approccio.

Mateo ha un fisico che si distingue dai soliti twink slavi di BelAmi. È un latino compatto, tarchiato senza essere massiccio, con la densità muscolare di un ginnasta o di un ballerino. Spalle larghe e rotonde, pettorali spessi ben definiti, un six-pack scavato sotto una pelle scura, caramello, che cattura la luce calda del patio come cuoio lucido. Braccia toniche, una schiena striata di muscoli che si vedono contrarre quando si aggrappa alla corda sopra la piscina, cosce potenti e lisce, polpacci scolpiti. Il corpo è quasi completamente glabro — appena un accenno di pelo al pube e alle ascelle — il che dà alla pelle bagnata un aspetto scultoreo, come bronzo fuso.

Il viso è altrettanto colpente. Capelli neri cortissimi, quasi rasati, fronte alta, occhi castani a mandorla — con una leggera piega epicantica che suggerisce un meticciato — zigomi alti, naso dritto, labbra piene e carnose, mento quadrato. È un viso giovane ma già strutturato, con una gravità naturale che contrasta con la sensualità del corpo esposto. Nessun sorriso forzato, nessuna posa ammiccante — solo un ragazzo che è lì, nudo, e che ti lascia guardare.

E c’è molto da guardare. Seduto sulla panchina coloniale di legno scolpito, gambe divaricate, braccia dietro la testa, cazzo a riposo che pende tra le cosce — è la posa più classica, ma il scenario la trasforma in quadro rinascimentale. In piedi contro un muro pastello, di profilo, sesso in erezione che punta dritto verso il cielo, una mano sulla coscia — la luce laterale scolpisce ogni muscolo come un coltello. Seduto su una poltrona coloniale di legno e cannage, nudo, cazzo pesante posato sul bordo del sedile, ti fissa con quell’espressione grave e tranquilla — è la foto che riassume tutto il talento di Thoma: trasformare un ragazzo nudo su una sedia in qualcosa che appenderesti in una galleria.

E poi c’è la foto della piscina. Di spalle, aggrappato a una corda, si dondola sopra l’acqua turchese — schiena a V potente, culo muscoloso e rotondo, gambe ripiegate, piedi che sfiorano la superficie. È un’immagine di movimento, di libertà, di gioia fisica pura — ed è forse la più bella della serie. In piedi davanti al muro di pietra, coperto di goccioline d’acqua, pelle bagnata che brilla sotto la luce, cazzo a riposo, pugni serrati lungo il corpo — è il contrario: la potenza statica, l’animale a riposo, il ragazzo che esce dalla piscina e che non ha bisogno di posare per essere magnifico.

Ecco il genio di Benno Thoma: prendere un modello BelAmi, tirarlo fuori dallo studio di Bratislava, piazzarlo in un patio colombiano dove la luce, l’architettura e la vegetazione fanno già metà del lavoro — e lasciare che il corpo faccia il resto. Mateo Diaz è il veicolo perfetto per questa visione: un corpo latino denso e dorato, un viso serio, una pelle che assorbe ogni sfumatura di luce tropicale. Tu preferisci il Mateo bagnato a bordo piscina o il Mateo serio sulla poltrona coloniale? Dillo nei commenti.

Foto: Benno Thoma per BelAmi Online — modello Mateo Diaz

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